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I quaderni dell’aspettativa di Giuseppe Carlo Airaghi

Giuseppe Airaghi in barba alla centenaria disputa tra chi afferma l’impossibilità di una poesia narrativa e chi di fatto scrive romanzi in versi, afferma: “in ogni singola poesia tento di raccontare una storia (al netto delle divagazioni psicologiche e emotive nelle quali talvolta mi perdo e che rischiano di prendersi la scena) attraverso immagini il più chiare possibili e attraverso l’utilizzo di un io lirico che ambisce a essere voce di una esperienza collettiva e condivisibile”. Airaghi non tradisce le aspettative; la varietà dei luoghi lessicali ci suggerisce un approccio al verso semplice, quasi didascalico, passando dalla canzonatura ad un certo pessimismo nervoso di matrice forse tardo decadentista. Notevole la liaison agghiacciante tra due agenti di polizia nei intercettazione telefonica, una danza macabra nel luogo di un assassinio che ha lasciato l’amaro in bocca a tutti coloro i quali seguirono i fatti accaduti nei giorni del G8 a Genova: “La donna\(la immagino persino bella nel suo sorriso\e nella sua divisa d’ordinanza)\cinguettando disse:\“una zecca di meno, uno a zero per noi”.\I due danzavano tenendosi la mano\intorno ad un corpo coperto\da un telo insanguinato.”

Editore: Italic Edizioni

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