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Tre poesie di Emma Stopelli

Pezzi di me
ologrammi di un sentire
epidermide stratificata nel tempo da
bocche, labbra, lingue: sospiri.
Fuori piove
io dentro ho chiuso i cancelli alla nostalgia:
spirale di morte.
Desiderio sospeso.
Ma i tentacoli oltrepassano le sbarre dei cancelli
arrugginite
e mi stritolano il collo
come le spire di un serpente
che Eva non ha mai calpestato.

*

Un giorno, m’è scoppiato il cuore
e da lì ne sono uscite farfalle e petali:
era la Primavera.
Un giorno, t’è scoppiato il cuore
e ne sono usciti magma e ruggine
e poi fiotti:
fiotti di sangue rosso rosso,
caldo caldo,
e giù, giù! fino alle punte dei piedi
ti hanno ridipinto tutto di vivo.
Oggi, tu sei un’enorme fragola
e io sono il cespuglio che ti ospita,
nel bosco in cui ci siamo conosciuti.

*

Il tempo dell’Inverno
le dure parole, i lunghi silenzi
dolgono i geloni alle mani
i piedi fissi al suolo
se è l’incomunicabilità
a tracciare il solco del (non) dire
quando è un cuore di ghiaccio
– o un cuore di fuoco –
ad alzare lo scudo
le dure parole, i crudi silenzi
il tempo dell’Inferno.

Emma Stopelli è laureata in Musicologia a Cremona e Scienze Storiche e Archivistiche a Genova. E’ nata nella campagna lodigiana, ha vissuto per dieci anni sul mare e ora vive con la sua famiglia a Milano, dove insegna. Le piace studiare e cantare la polifonia rinascimentale e esplorare luoghi nuovi con occhio geografico. Nel tempo per sè cammina e corre, studia Bach al suo pianoforte, legge e scrive.