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Tre poesie di Maria Pia Dell’Omo

Quando farò
bianchi
i peli della vulva
un plenilunio irradierà
ogni bulbo, sottopelle.
Ciascun fusto di bucaneve
svetterà come vessillo
sul segreto della bocca,
come le ciglia
proteggono lo sguardo
dalla polvere del rancore
e dal vento di stanche chimere.

Aurora Consurgens

Bacche di Sulphur
per un miasmatico divenire
in bianco.
Mercuriale, ti sei tagliata
le vene dei polsi
e hai lasciato scorrere
la luna nei laceri
epiteli – il sangue
si infetta di cose uranie.
Gli zoccoli sono la cancrena
del tuo piede:
hai il piede varo,
sembra una pietra storta
con cui adornare un finto lago
di carpe.
Il turnover
delle cellule
che imparano a fare Fenice:
morire e rinascere,
migrare in superficie –
il tuo nuovo piumaggio,
la tua sequenza di scaglie
perfetta, ibrido rettile
tra Archeopterix
e geco da muro.
Sembri uno dei tarocchi di Toppi,
Sherazade fatta a china
sposa del foglio bianco,
Monna Lisa Cyberpunk
fatta di wiz
– il Cyberspazio
l’Iperuranio
l’Inferno.
Bacche di Sulphur
per un miasmatico divenire
in nero.
La sequenza è tagliata.
Il fermo immagine ti riprende
mentre stai con le dita
come Adamo
e dio da lontano
ti tende l’unghia.
Non lo raggiungerai mai.

Prison

Ancora uno spergiuro
in questa mia tomba d’acqua
Mi annega il tuo biasimo
infertile, vuoto stame tra le sopracciglia.
Non sai cosa vuoi, e allora mi tormenti.
Non sai che tormento darti e allora
fai di piombo una muta per la mia anima.
Le caviglie leghi a memorie di schiaffi,
così da bendare il mio andare.
Medusa, piango, vagando nella mia prigione,
teca per canarini.
“Come cinguetta bene”, dici a tutti per farti lodare.
Poi, con lo scettro d’ossa, colpisci la gabbia e dici
“Cornacchia, cornacchia, cornacchia!”
mentre la polpa dalla tuberositá di idrossiapatite
versa un coagulo di lacrime.
Vorrei essere cane per leccare quel sangue muto,
colpevole di non essersi difeso.
Mi ricorderebbe il mio.

Maria Pia Dell’Omo è organizzatrice di eventi culturali a Caserta. Editor e curatrice di volumi di poesia e di narrativa gotica, ha collaborato con diversi lit-blog e testate online e cartacee. I suoi studi in recitazione l’hanno condotta a sviluppare un approccio performativo alla poesia: è ospite presso mostre, festival, manifestazioni, residenze artistiche. Ha fondato assieme ad altri artisti il gruppo “Voci Confinanti”, progetto di poesia itinerante multilinguistica di cui è la voce italiana e spagnola. Nel 2017 inaugura “RadioSonetto”, il podcast con cui diffonde poesia in rete. È membro del collettivo “Caspar – Campania Slam Poetry”, che promuove la forma artistica della Slam Poetry e annualmente coordina con LIPS il Campionato regionale di poesia performativa in Campania.